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PNRR per AGRICOLTURA: una guida passo passo ai contributi del 65%.

Aggiornamento: 23 feb



drone in agricoltura mais PNRR
Drone in uso su campo di mais

Il 2023 si è rivelato un anno di lunga attesa per coloro che aspiravano ai fondi del Pnrr destinati alla meccanizzazione agricola, ad inizio 2024 sono stati resi noti i bandi per l'assegnazione dei 400 milioni di euro del PNRR dedicati alla meccanizzazione agricola con finanziamenti che riguardano anche i droni dal 65% all'80% per un'agricoltura 4.0.


Nel gennaio 2023, i 400 milioni di euro allocati per incentivare gli investimenti nel settore delle macchine agricole sono stati distribuiti tra le varie regioni. Tuttavia, solo ad agosto è stato emesso il Decreto (Masaf n. prot. 413219) che definiva le linee guida per l'emissione dei bandi regionali. È stato solamente alla fine di dicembre, con la scadenza fissata per il 31 del mese, che le regioni hanno pubblicato i propri bandi.


Conformemente al Decreto, le Regioni e le province autonome hanno specificato nei loro bandi i dettagli pratici per accedere ai fondi, compresi i termini per la presentazione delle domande di finanziamento, le percentuali dei contributi applicabili e i criteri di selezione per l'elaborazione delle graduatorie.


Fondi PNRR: i bandi regionali

In questa tabella i bandi approvati dalle Giunte delle singole regioni con le date di apertura dei bandi - laddove disponibili -, i termini per la presentazione delle domande e l'ammontare dei fondi disponibili per ciascuna regione e provincia autonoma.


REGIONE

APERTURA

CHIUSURA

FONDI €uro

BANDO

Abruzzo


26/3/2024

14.686.192,53

Basilicata


18/3/2024

13.277.381,52

Calabria

28/12/2024

29/2/2024

22.141.052,34

Campania

29/1/2024

15/3/2024

21.262.268,45

Emilia Romagna


15/3/2024

29.140.843,78

Friuli Venezia Giulia


18/3/2024

8.074.496,71

Lazio


31/3/2024

23.470.293,12

Liguria


31/3/2024

3.552.584,39

Lombardia

22/1/2024

29/3/2024

25.963.839,53

Marche

15/1/2023

20/3/2024

12.348.866,53

Molise

15/1/2023

29/3/2024

 5.559.161,82

Piemonte

10/1/2024

21/3/2024

26.526.600,23

Puglia

15/1/2023

31/3/2024

47.618.688,91

Sardegna

15/2/2024

31/3/2024

30.346.119,46

Sicilia

15/1/2023

29/3/2024

44.295.040,94

Toscana

22/1/2024

28/3/2024

22.358.979,57

Trento

2/1/2024

29/3/2024

5.081.576,29

Bolzano

1/2/2024

31/3/2024

7.779.545,18

Umbria

16/1/2024

29/3/2024

10.064.056,25

Val d'Aosta

8/1/2023

17/3/2024

1.672.976,19

Veneto


31/3/2024

17.345.605,38 (Pmi agricole)

Veneto


31/3/2024

7.433.830,88 (agromeccanici) 


Le regioni hanno stabilito le percentuali massime di finanziamento.

Analizzando i bandi, si nota che il Decreto di agosto aveva imposto specifiche limitazioni riguardo ai possibili beneficiari, alle tipologie di investimenti finanziabili e agli aspetti economico-finanziari da considerare nella redazione del bando, lasciando così alle Regioni uno spazio di manovra limitato.


Investimenti ammissibili ai finanziamenti

I bandi elencano gli stessi tipi di investimenti ammissibili, qui abbreviati come A, B e C:

A. → Finanziamenti per l'acquisto di macchinari e attrezzature per l'agricoltura di precisione;

B. → Rinnovo di veicoli fuoristrada utilizzati in agricoltura e zootecnia;

C. → Finanziamenti per innovare i sistemi di irrigazione e di gestione idrica.


Nella categoria A (esclusi i trattori) si includono macchine come sensori e droni, e i Veicoli a Guida Automatica (ossia robot), oltre a strumenti di precisione per un utilizzo più efficiente di fitofarmaci e fertilizzanti, e mezzi automatizzati per la zootecnia.

Se dotati di motore, questi devono essere elettrici o alimentati a biometano.


La categoria B riguarda invece i veicoli fuoristrada, inclusi i trattori, per l'agricoltura e la zootecnia, che devono essere equipaggiati con motori elettrici o a biometano e sostituire un veicolo già in uso nell'azienda (da specificare nella domanda di finanziamento).


La categoria C copre le spese per beni materiali e immateriali (come software) per l'implementazione di sistemi avanzati di irrigazione a distanza, utilizzando tecniche di remote e proximal sensing.


CATEGORIA

DESCRIZIONE

REQUISITI

Macchine ed attrezzatura per l'agricoltura di precisione

Macchine, motrici e operatrici, dispositivi e macchine di supporto quali, ad esempio, sistemi di sensori in campo, stazioni meteo e APR (droni), strumenti e dispositivi per il o carico e lo scarico, la movimentazione, la pesatura e la cernita automatica dei pezzi, dispositivi di sollevamento e manipolazione automatizzati, Automated Guided Vehicles (AGV) e sistemi di convogliamento e movimentazione flessibili, e/o dotati di riconoscimento dei pezzi.

presenza o compatibilità con un sistema ISOBUS o equivalente con funzionalita task controller;

  • presenza di un sistema di interconnessione leggera sia in grado di trasmettere dati in uscita, funzionali;

  • presenza di un sistema di guida automatica o semi;

  • presenza di un sistema di telemanutenzione e/o telediagnosi e/o controllo in remoto;

  • presenza di soluzioni proprietarie per controllo a rateo variabile, controllo sezioni o di guida parallela.


Macchine ed attrezzature di precisione per ridurre l'utilizzo dei fitofarmaci ed ottimizzare l'utilizzo dei fertilizzanti, per migliorare la sostenibilità dei processi produttivi e proteggere l'ambiente



Macchine il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati o gestito tramite opportuni sensori e

azionamenti (es.automazione e digitalizzazione dell'alimentazione animale); macchine utensili e impianti per la realizzazione di prodotti; sistemi di monitoraggio in process per assicurare e tracciare la qualità del prodotto o del processo produttivo.

  • presenza di un sistema di interconnessione leggera in grado di trasmettere dati in uscita;

  • sistema di monitoraggio continuo delle condizioni di lavoro e dei parametri di processo mediante opportuni set di sensori.

Sostituzione di veicoli fuoristrada per agricoltura e zootecnica

Veicoli rientranti nel campo di applicazione del regolamento (UE) 167/2013


(Tutti obbligatori)

  • siano dotati di motore elettrico o a biometano;

  • siano destinati ad attività agricole o zootecniche;

  • deve sostituire un veicolo più inquinante.

Innovazione dei sistemi di irrigazione e gestione delle acque

Sistemi di gestione intelligente dell'irrigazione attraverso remote sensing e/o proximal sensing per la misura delle variabili meteorologiche, dell'umidita e caratteristiche del suolo e della coltura e utilizzo di sistemi di supporto alle decisioni (DSS) per la stima dei fabbisogni irrigui delle colture e la gestione irrigua di precisione, che consentano di stabilire le strategie migliori per ottimizzare la resa e minimizzare l'uso di risorse idriche anche collegati a sistemi di informazione in tempo reale su smartphone o di gestione automatizzata dei

sistemi irrigui.




Ogni azienda ha la possibilità di inviare un'unica richiesta, tuttavia è permesso, a meno che non sia specificamente proibito come nel caso dell'annuncio della Basilicata, proporre progetti che comprendano diverse categorie di spese: tuttavia, gli investimenti, non possono essere iniziati prima di aver presentato la richiesta di contributo.


Per l'acquisto di macchinari, strumenti o apparecchiature, il richiedente deve ottenere almeno tre preventivi da fornitori concorrenti. Nella richiesta di contributo, deve essere indicato solamente il preventivo più economico.


Quote e limiti di spesa: massimi e minimi

Il Regolamento stabiliva già le quote massime di finanziamento (65% e 80% per i giovani agricoltori) e i tetti di spesa massimi (35mila o 70mila euro a seconda dell'area d'investimento). Questi sono stati confermati da tutte le Regioni senza variazioni, tranne che per il Lazio che ha diminuito le percentuali a 55% e 70%.


Inoltre, le regioni Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Toscana e la provincia autonoma di Bolzano hanno stabilito un livello minimo di spesa ammissibile, che è indipendente dalla tipologia di beneficiario o di progetto, fissato a 5mila euro. Solo l'Umbria ha determinato tre diverse soglie in base al tipo di investimento: 10mila euro per il tipo A, 15mila euro per il tipo B e 5mila euro per il tipo C.


Prerequisiti ambientali e digitali: i vincoli del PNRR

Per ottenere il finanziamento, gli investimenti devono aderire alle linee guida stabilite dal Pnrr riguardo al principio DNSH (Do No Significant Harm), che significa "non causare danni significativi", e agli obiettivi di marcatura digitale, ambientale e climatica.


Il DNSH è un principio fondamentale del PNRR e il suo mancato rispetto implica che le spese sostenute non possono essere rendicontate dalla Commissione Europea, portando così alla revoca del finanziamento per i destinatari finali.

Per l'applicante, questo requisito si traduce in un processo di valutazione di conformità degli interventi (attraverso una lista di controllo) da effettuare durante la presentazione della domanda e, in seguito, anche durante l'acquisto dei macchinari o la realizzazione dell'investimento.


Ogni progetto deve contribuire alla lotta contro i cambiamenti climatici, promuovendo sia la transizione verde che quella digitale. A ogni progetto vengono assegnati tag per misurare le risorse finanziarie impiegate per raggiungere gli obiettivi stabiliti dall'Unione Europea. In questo caso, almeno il 50% delle risorse deve essere allocato a interventi con tag digitale e almeno il 37% a quelli con tag climatico.


Secondo le direttive ministeriali, solo gli investimenti che rientrano nelle categorie a e b sono considerati per il tag digitale. Di conseguenza, ogni progetto proposto (singola richiesta di sostegno) deve prevedere che almeno il 50% della spesa sia destinato a queste categorie di intervento. Non sono accettati progetti che includano esclusivamente la categoria c o con più del 50% della spesa in questa categoria. Per quanto riguarda il tag climatico, quasi tutte le spese ammissibili vi contribuiscono.


Nella domanda di aiuto e di pagamento, l'interessato deve associare ad ogni investimento il relativo tag, indicare la percentuale raggiunta per ciascuno e fornire i dettagli che giustificano tale assegnazione.


Stessi criteri ma punteggi diversi decisi da ogni regione

L'unico elemento sul quale il Decreto ministeriale concede completa autonomia alle Regioni, fornendo soltanto linee guida generali, è la determinazione dei criteri di selezione - sorprendentemente simili tra le varie regioni - e dei relativi punteggi per l'elaborazione delle classifiche regionali.


Ciascuna Regione ha stabilito scale di valutazione diverse e ha attribuito punteggi leggermente variabili per ogni criterio, stabilendo in alcuni casi anche limiti minimi (come mostrato nella tabella seguente).

Ogni bando include, all'interno o in allegato, una tabella utile per calcolare il punteggio.

Generalmente, seguendo le direttive del Decreto, le Regioni devono dare priorità al finanziamento di progetti che mirano a migliorare la gestione delle risorse idriche. Pertanto, le domande che propongono interventi della categoria c ricevono una valutazione prioritaria (punteggi più alti) rispetto ad altre.

Tuttavia, è importante notare che la spesa per questa categoria di intervento non dovrebbe eccedere il 50% del budget totale del progetto.


Nei vari bandi si specifica che, in caso di punteggi uguali tra due domande, per la formazione della graduatoria si utilizzano criteri di priorità, quali:


- per le imprese individuali, l'età del titolare (per le società si considera l'età del socio amministratore più giovane);

- imprese gestite prevalentemente da donne (per le società si considera una partecipazione femminile nell'organo di amministrazione superiore al 51%);

- altri criteri specifici per ciascun bando (come illustrato nella tabella seguente).


REGIONE

CRITERIO 1

CRITERIO 2

CRITERIO 3

PUNTEGGIO






SOGLIA

MASSIMO

Abruzzo

titolare più giovane

-

-

30

100

Basilicata

titolare più giovane

-

-

0

11

Calabria

titolare più giovane

conduzione femminile

-

0

40

Campania

conduzione femminile

titolare < 41 anni

-

20

100

Emilia Romagna

titolare più giovane

conduzione femminile

investimento minore

0

106

Friuli Venezia Giulia

titolare più giovane

conduzione femminile

-

4

74

Lazio

titolare più giovane

conduzione femminile

-

10

100

Liguria

titolare più giovane

conduzione femminile

investimento minore

15

200

Lombardia

ordine cronologico

-

-

0

25

Marche

titolare più giovane

-

-

0

100

Molise

conduzione femminile

titolare più giovane

-

40

95

Piemonte

conduzione femminile

ordine cronologico

-

0

12

Puglia

investimento minore

conduzione femminile

titolare più giovane

0

100

Sardegna

-

-

-

3

35

Sicilia

titolare più giovane

conduzione femminile

ordine cronologico

30

100

Toscana

titolare più giovane

conduzione femminile

investimento minore

5

55

Trento

titolare più giovane

-

-

0

15

Bolzano

conduzione femminile

titolare più giovane

investimento minore

10

48

Umbria

titolare più giovane

conduzione femminile

-

0

47

Val d'Aosta

titolare più giovane

conduzione femminile

-

0

100

Veneto

titolare più giovane

conduzione femminile

-

0

95 (pmi), 30 (agromec)

Qualora una richiesta includa spese relative a più tipi di investimento, ogni bando specifica in dettaglio il metodo di calcolo dei punti per la classifica.

Le varie situazioni sono:


- ogni investimento ha un punteggio specifico e una sua distinta posizione nella classifica (ciò può comportare un finanziamento parziale della domanda);

- il punteggio assegnato si basa sull'intervento che presenta la spesa maggiore;

- il punteggio finale corrisponde alla media ponderata dei punti di ciascun intervento, in relazione ai rispettivi costi.


Deadline 2026: attenzione agli obiettivi EU

Le tappe procedurali e operative dei bandi sono vincolate al rispetto di una precisa sequenza temporale, che include, tra le altre scadenze, la distribuzione del contributo a non meno del 70% dei beneficiari entro il 31 dicembre 2024, e l'erogazione dei contributi restanti entro il 30 giugno 2026.


Oltre ai requisiti già menzionati relativi al miglioramento delle performance ambientali e digitali, l'Italia è tenuta a soddisfare anche un ulteriore criterio tecnico per preservare l'ammontare del fondo. Come indicato dal Decreto ministeriale, entro la fine del 2024, almeno 10 mila imprese devono aver ricevuto un supporto finanziario - numero che aumenta a 15 mila entro la fine di giugno 2026 - altrimenti si rischia una riduzione o l'annullamento dei contributi.


Per chi riceve il finanziamento (agricoltori o agromeccanici che fanno domanda), il mancato conseguimento degli obiettivi intermedi e finali stabiliti dal PNRR nei termini previsti comporta la restituzione parziale o totale degli importi ricevuti.